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IMU - Imposta Municipale Unica

L’Imposta Municipale Unica (IMU) è stata inizialmente introdotta dal Governo Berlusconi (D.Lgs. n. 23 del 14 marzo 2011) per gli immobili diversi dall’abitazione principale ma il Governo Monti, a causa di urgenti motivi per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici (manovra “Salva Italia”), ha esteso l’imposta anche alle abitazioni principali rendendola effettiva, in via sperimentale, a partire dal 2012 per poi portarla a regime dal 2015 (Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011 e modifiche Legge n. 214 del 22 dicembre 2011). Come dichiarato dal Dipartimento delle Finanze, l’IMU sostituisce l’ICI e, per la componente immobiliare, l’IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali sui redditi fondiari degli immobili non locati o non affittati.

Attraverso la Legge n.124 del 28 ottobre 2013 e del D. l. n.133 del 30 novembre 2013 viene soppresso per l’anno 2013 il pagamento della prima rata e della seconda rata dell’IMU sull’abitazione principale e le relative pertinenze (ad esclusione degli immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9). Esclusivamente per il 2013 il Governo Letta ha introdotto il pagamento della cosiddetta “Mini IMU” per assicurare una copertura finanziaria che sostituisse in minima parte il gettito garantito dall’imposta sulla prima casa ormai abolita.

Nella Legge di Stabilità 2014 viene anche definito che a partire dal 1 gennaio 2014 l’IMU diventa parte della nuova Imposta Unica Comunale (IUC) e graverà solamente sulle abitazioni principali classificate come abitazioni signorili (categoria catastale A/1), abitazioni in ville (categoria catastale A/8), castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici (categoria catastale A/9), e sulle altre tipologie di immobili che non sono utilizzate come prima casa.

Il calcolo dell’imposta si determina aggiungendo una particolare aliquota alla base imponibile. La base imponibile si calcola moltiplicando alla rendita catastale esplicitata nel rogito il valore di 168 (fattore che contiene al suo interno sia il moltiplicatore 160 introdotto dal governo Monti, sia il fattore di aggiornamento catastale del 5% già presente con l’ICI). Il valore della rendita catastale riferita al proprio immobile è riportato sul contratto di acquisto dell’immobile stesso (rogito notarile). In alternativa, è possibile ottenere tale valore tramite una visura catastale, che può essere effettuata gratuitamente attraverso il servizio on line offerto dall’Agenzia del Territorio. In questo caso sarà necessario indicare, oltre al proprio codice fiscale, i dati identificativi dell’immobile (Comune, sezione, foglio, particella).

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