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Che fine fa il mutuo dopo la separazione?

21/05/2014 in “Analisi mercato mutui

mutuo separati

Una recente indagine di Demoskopea, che ha analizzato un campione rappresentativo dell'universo italiano dei circa 2,7 milioni di separati e divorziati, ha portato alla luce una drammatica realtà: per ben 610.000 intervistati, la fine di un amore è coincisa con la perdita della casa coniugale. Perdita aggravata dal fatto che spesso, su questa proprietà si continua a pagare il mutuo.

E’ un fenomeno che riguarda prevalentemente gli uomini (362 mila secondo l’indagine), ma che impatta in maniera notevole anche sul “gentil sesso” (248 mila). Il 18% delle donne separate continua a pagare il mutuo, contro il 28% degli uomini separati. Dall’analisi risulta che il disagio economico si manifesta soprattutto nel periodo immediatamente successivo alla separazione, dato che la maggior parte delle persone (54,7% secondo Demoskopea) continua ad effettuare esborsi per il mutuo.

In un arco temporale un po’ più lungo la situazione migliora, tant’è che dopo cinque anni solo il 5,4% continua a pagare il mutuo sulla vecchia casa. Sicuramente gli intervistati sono concordi nell’affermare che dopo il divorzio le condizioni economiche e lo standard di vita peggiorano. Diventa più difficile accedere ad un nuovo mutuo: il 46,2% del campione, equivalente a 1.248.000 persone, ci ha provato e per quasi la metà c'è stato il rifiuto da parte delle banche. Soluzione? Tornare a casa di mamma e papà (scelta adottata dal 10,9% del campione) oppure affittare un'altra casa (come ha fatto il 26,6% del campione), investendo denaro a fondo perduto.

Ben oltre il 50% (57,8% per l'esattezza) i separati che dichiarano di abitare ancora sotto il tetto coniugale, in una sorta di convivenza forzata. In linea di massima va evidenziato come nel nostro Paese la famiglia di origine torna ad essere, dopo la separazione, l’unico salvagente, da un punto di vista sociale ed economico, sia per gli uomini che per le donne.

Che cosa fare per ridurre un po’ le spese? Nell’impossibilità di rivendere in tempi rapidi l’immobile acquistato con il coniuge, una valida alternativa, dati i cali degli spread sui mutui e la competitività crescente dei prodotti offerti, può consistere nella surroga del mutuo. Valutando attentamente le soluzioni proposte dagli istituti bancari, è possibile ottenere risparmi anche rilevanti.

 

 

 

 

A cura di Alessia De Falco
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