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Visure catastali: entrano in gioco i metri quadri

21/12/2015 in “Analisi mercato mutui

visure catastali

Da novembre entra in vigore una novità di rilievo per le visure catastali: oggetto della modifica i metri quadri, che verranno inclusi nelle schede degli immobili in parallelo ai dati relativi ai vani.

L’Agenzia delle Entrate ha esplicitato le nuove disposizioni sul proprio sito, comunicando che “A partire dal 9 novembre 2015, le visure delle unità urbane a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria, contengono anche la superficie dell’immobile (calcolata sulla base di quanto stabilito dal Dpr 138/1998: “Regolamento per la revisione delle zone censuarie e delle tariffe d'estimo in esecuzione alla Legge 662/96”)”.

Interessate dal provvedimento circa 57 milioni di abitazioni censite nelle categorie dei Gruppi A, B, C. La nuova visura conterrà dunque i dati standard per l’identificazione dell’immobile (sezione urbana, foglio, particella, subalterno, Comune) e i dati di classamento (zona censuaria ed eventuale microzona, categoria catastale, classe, consistenza, rendita), accompagnati da indicazioni relative alla superficie catastale.

Questa modifica servirà a semplificare il calcolo della tassa sui rifiuti, fornendo la superficie utile ai calcoli della Tari che, ricordiamo, non include per le unità a destinazione abitativa balconi, terrazzi e altre aree scoperte di pertinenza e accessorie. In questo modo il dato, già in possesso dei Comuni grazie all’interscambio, sarà disponibile anche per i proprietari che potranno così verificare la base imponibile utilizzata per il calcolo del tributo sui rifiuti.

Il sistema incrociato dei controlli verrà implementato e corretto dalle segnalazioni dei contribuenti che, laddove individuassero incoerenze tra la planimetria e la superficie calcolata, potranno comunicare i dati da rettificare all’Agenzia delle Entrate per l’allineamento delle Banche Dati. L’introduzione della superficie catastale nelle visure avviene al termine di una fase pilota effettuata negli Uffici Provinciali delle Province di Brindisi, Foggia e Ravenna.

Al momento vengono esclusi dal provvedimento gli immobili che presentano un dato di superficie "incoerente". Per quanto riguarda gli immobili non dotati di planimetria, casistiche ricollegabili alla prima fase di censimento del Catasto edilizio urbano, è possibile richiedere un aggiornamento catastale utilizzando la procedura Docfa. La regolarizzazione è peraltro obbligatoria se si è intenzionati a vendere.

In merito si è recentemente espressa positivamente l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) che ha dichiarato che  "la pubblicazione delle superfici nei dati catastali accessibili a tutti i cittadini è certamente un utile elemento di trasparenza e di miglioramento della significatività degli archivi catastali, a lungo perseguito, che ha però un'influenza pressoché nulla sui prelievi fiscali".

L’Anci ha voluto precisare che, per quanto riguarda le tasse comunali, “la generale revisione delle rendite catastali e il superamento delle attuali disparità di trattamento fiscale ai fini dell'Imu e della Tasi (oltre che dell'imposta di registro) necessita dell'attuazione della riforma del catasto, prevista dalla Delega fiscale, ma non attivata dal Governo. Le rendite catastali restano quindi invariate e sempre riferite al vano e non alla superficie degli immobili come previsto dalla riforma”.

L’adozione di un nuovo criterio nell’imposta sui rifiuti (Tari) delle superfici catastali, comporterebbe il passaggio dalla 'superficie calpestabile', attualmente adottata in base alle dichiarazioni dei contribuenti, alla nuova 'superficie catastale' a fini Tari, con effetti redistributivi abbastanza contenuti.

Al momento l'ammontare complessivo del prelievo Tari è strettamente legato al costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti sostenuto da ciascun Comune. Da più di dieci anni (in base alla legge n.311/2004) i Comuni utilizzano le superfici elaborate sulla base delle planimetrie catastali come riferimento per l'effettuazione dei controlli sulla correttezza delle dichiarazioni.

A cura di Alessia De Falco
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