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Mutui: il Quantitative Easing aiuta l’Eurozona

27/08/2015 in “MutuiOnline informa

quantitative easing

La Banca Centrale Europea ha rilevato il buon andamento del settore dei prestiti all’interno degli Stati membri: nel mese di giugno i finanziamenti al settore privato hanno segnato una variazione positiva dell'1,2%, rispetto al +0,9% del mese precedente.

Il merito è da attribuire al basso livello dei tassi di interesse, a cui ha contribuito anche il Quantitative Easing, la manovra con cui la BCE effettua degli acquisti programmati di titoli finanziari (in particolare obbligazioni) negoziati sul mercato, immettendo nel sistema finanziario una massiccia dose di liquidità.

Tra i finanziamenti si distinguono soprattutto le erogazioni di mutui alle famiglie con un +1,6% rispetto al +1,4% di maggio. Per il mercato italiano la ripresa dell'erogato è stata certificata da ABI-Bankitalia, che ha anche rilevato la riduzione da -0,3% a -0,2% del credito concesso alle imprese.  

Dal Rapporto mensile dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana) risulta che i prestiti per l'acquisto di immobili sono in aumento nei primi 5 mesi del 2015, con l’erogazione dei mutui che ha fatto registrare un incremento del 64,4% rispetto allo stesso periodo del 2014, e quasi i 2/3 stipulati a tasso fisso.

Andamento altalenante per i tassi di interesse applicati, che rimangono su valori ancora bassi. A giugno, sui prestiti per comprare casa sono cresciuti di dieci punti base, portandosi in media al 2,75% contro il 2,65% nel mese precedente. Il valore è di gran lunga inferiore rispetto a quello registrato a giugno 2014 (3,26%).

Nel 2015 il trend dei tassi di interesse sui mutui è stato costantemente al ribasso, scendendo dal 2,83% di gennaio al 2,65% di maggio, passando per il 2,75 di febbraio, il 2,68% di marzo e il 2,63% di aprile.

Il mantenimento su bassi livelli dei tassi è dovuto alla politica adottata dalla BCE in questi anni: a sottolinearlo è l’Ufficio Studi di Tecnocasa, che analizza i dati del Bollettino Statistico II-2015 della Banca d’Italia. Partendo da agosto del 2011 si è deciso di abbassare progressivamente il costo del denaro, vale a dire il tasso al quale la Banca Centrale presta liquidità alle singole banche, portandolo a settembre 2014 allo 0,05%.

Parallelamente, sono scesi anche gli altri saggi di interesse: “L’Euribor a 3 mesi dai massimi di metà 2011 (1,60% a luglio)”, spiega una nota di Tecnocasa, “ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato rapidamente a quota 0,18% a dicembre 2012, per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 e il 2014, salvo scendere sotto lo 0,10% dalla seconda parte dell’anno scorso e arrivare sottozero a maggio e giugno 2015”. Diversa la situazione per l’Eurirs: quello a 25 anni ha avuto un andamento poco regolare fino a settembre 2013, quando ha iniziato la fase discendente che lo ha portato allo 0,82% di aprile 2015. A maggio l’indice ha ripreso quota, arrivando all’1,65% di giugno 2015.

L’ufficio Studi Tecnocasa ha anche analizzato i dati regionali relativi ai mutui concessi nel primo trimestre di quest’anno. Il Veneto è risultata la regione nella quale i finanziamenti per la casa sono cresciuti maggiormente: +50% rispetto ai primi 3 mesi del 2014, con un importo totale erogato di 675,6 milioni di euro. Buoni gli incrementi di Piemonte, Molise e Puglia dove si è registrato un +43,5%, mentre in Calabria, Liguria e Toscana il rialzo è stato del 40%.

A cura di Paola Campanelli
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